SCIENTIFIC NEWS

Follow up invasivo a lungo termine del BVS: risultati a cinque anni con molteplici modalità di imaging invasivo

Simsek C et al. EuroIntervention, 2016; 11:996-1003

A cinque anni, il BVS non è più visibile con qualsiasi metodo di imaging invasivo e la funzione endoteliale risulta ripristinata; inoltre l’allargamento del lume persiste fino a cinque anni di follow-up in assenza di rimodellamento vasale. 

Sicurezza ed efficacia clinica dell’impianto di stent medicati nel bypass di vena safena nei pazienti anziani. Risultati dal registro CathPCI (2005–2009)

Brennan JM et al. Catheter Cardiovasc Interv, 2016; 87(1):43-49

In questa ampia coorte di pazienti (età media 75 anni) sottoposti ad angioplastica di bypass venoso la mortalità per tutte le cause è stata più bassa tra quelli che hanno ricevuto uno stent medicato, e nessuna differenza di incidenza di infarto miocardico o rivascolarizzazione urgente è stata osservata a 3 anni.

Confronto tra clopidogrel o aspirina come monoterapia antipiastrinica dopo 12 mesi di doppia terapia antiaggregante, nell’era degli stent medicati

Park TK et al. Circ Cardiovasc Interv, 2016; 9:e002816

Questo studio osservazionale, condotto su 3243 pazienti sottoposti ad impianto di stent medicato, ha mostrato che dopo dodici mesi di doppia terapia antiaggregante, la monoterapia con clopidogrel sembra essere associata ad un ridotto rischio di ricorrenza di eventi ischemici. 

Significato dei valori intermedi dell’FFR nei pazienti con coronaropatia

Adjedj J et al. Circulation, 2016; 133:502-508

Lo studio condotto su 1450 pazienti con valore di FFR nella “zona grigia”, trattati con terapia medica o rivascolarizzazione percutanea, ha confermato la validità del cut off di 0.80 nel guidare la pratica clinica.

Tendenze nel tempo ed esiti dei pazienti sottoposti a interventi coronarici percutanei per shock cardiogeno nell’ambito dell’infarto miocardico acuto. Report dal registro CathPCI

Wayangankar SA et al. J Am Coll Cardiol, 2016; 9(4):341-351

Questo studio, che ha esaminato 55,497 pazienti con infarto miocardico complicato da shock cardiogeno (dal 2005 al 2013), ha mostrato che il tasso di mortalità intraospedaliera è negli anni aumentato in quei pazienti trattati con strategia invasiva precoce (27.6% vs. 30.6%).

Rivascolarizzazione completa nei soggetti affetti da coronaropatia multivasale – metanalisi

Zimarino M et al. Catheter and Cardiovasc Interv, 2016; 87(1):3-12

Nella metanalisi di Zimarino che comprende 83695 soggetti affetti da coronaropatia multivasale, la rivascolarizzazione completa, sia questa attraverso angioplastica o con by-pass, sembra conferire un beneficio clinico soprattutto negli studi più recenti e nei pazienti con diabete.

CHAMPION PHOENIX Trial

O'Donoghue ML et al, Circulation, 2016; 133: 248-255

Nello studio CHAMPION PHOENIX, il cangrelor è stato studiato come potente inibitore piastrinico endovena nei pazienti sottoposti ad angioplastica primaria. Il 28% di questi pazienti era di sesso femminile. Anche in questa sottopopolazione il cangrelor si è dimostrato essere efficace e sicuro rispetto al clopidogrel, mostrando unicamente un lieve incremento dei sanguinamenti moderati nelle donne rispetto agli uomini (0.9% versus 0.3%, P=0.02), pur senza andare a modificare l’end point primario di efficacia e sicurezza.

Analisi post-hoc dello studio DAPT

Hermiller JB et al. J Am Coll Cardiol Intv, 2016; 9(2):138-147

Questa analisi post-hoc dello studio DAPT ha mostrato come nei pazienti sottoposti ad angioplastica con stent medicati a rilascio di everolimus, la continuazione della duplice terapia antiaggregante oltre l’anno porti ad una riduzione della trombosi intrastent e dell’infarto, e altresì comporti un aumento dei sanguinamenti moderati e severi. Ulteriori analisi saranno necessarie per ottimizzare la durata della duplice terapia antiaggregante in base al tipo di paziente. 

SMILE Trial

Sardella G et al. J Am Coll Cardiol, 2016; 67(3):264-272

Il trial italiano SMILE sulla gestione dei pazienti con patologia multivasale ricoverati per NSTEMI, mostra che la rivascolarizzazione completa durante la procedura indice sembra mostrare dei vantaggi rispetto alla rivascolarizzazione completa in più procedure in termini di MACCE (morte, morte cardiovascolare, reIMA, angina instabile, TLR e ictus) ad 1 anno (1S-PCI vs. MS-PCI: HR 0.549 [95% CI: 0.363 - 0.828]; p = 0.004).

IMPROVE-IT Trial

Murphy SA et al. J Am Coll Cardiol, 2016; 67(4):353-361

Dal follow-up a lungo termine dello studio IMPROVE-IT con mediana di circa 6 anni dopo il primo evento, la terapia con ezetimibe associata a simvastatina riduce gli eventi cardiovascolari di circa il 9%, soprattutto prevenendo il numero di infarti non fatali (RR: 0.87; 95% CI: 0.79 to 0.96; p = 0.004) e di ictus (RR: 0.77; 95% CI: 0.65 to 0.93; p = 0.005).

Confronto tra intervento precoce o tardivo nei pazienti con NSTEMI. Lo studio RIDDLE-NSTEMI (Randomized study of ImmeDiate versus DeLayed invasivE intervention in patients with Non-ST-segment Elevation Myocardial Infarction)

Milosevic A et al. J Am Coll Cardiol Intv, 2016; 9(6):541-549

Questo studio randomizzato su 323 pazienti con NSTEMI ha dimostrato che una strategia invasiva precoce è associata a una minore incidenza di morte o infarto miocardico a 30 giorni rispetto a una strategia invasiva tardiva, in cui più frequentemente si verifica un nuovo evento infartuale.

Cause di morte in seguito al trattamento di coronaropatia complessa nello studio di confronto tra angioplastica percutanea e bypass coronarico. Follow up a 5 anni dello studio SYNTAX

Milojevic M et al. J Am Coll Cardiol, 2016; 67(1):42-55

Nel corso di un follow-up di 5 anni, il bypass aorto-coronarico rispetto all’angioplastica percutanea è risultato associato a un tasso significativamente ridotto di morte cardiaca correlata ad infarto miocardico, che ha rappresentato la principale causa di morte dopo angioplastica.

Risultati clinici a lungo termine dello studio di confronto tra impianto di stent medicato guidato dall’esecuzione di FFR e impianto convenzionale, nei pazienti con stenosi coronarica intermedia. Risultati clinici a 5 anni dello studio DEFER-DES

Park SH et al. Circ Cardiovasc Interv, 2015; 8:e002442

In 229 pazienti con stenosi coronarica intermedia, la tecnica FFR, in confronto all’angiografia tradizionale, si è dimostrata un approccio altrettanto valido nella scelta di impianto di stent medicato, e soprattutto questa metodica evita l’utilizzo superfluo di tali stent in una quota considerevole di pazienti.

Studio di randomizzazione tra riparazione percutanea e correzione chirurgica dell’insufficienza mitralica. Risultati a 5 anni dello studio EVEREST II

Feldman T et al. J Am Coll Cardiol, 2015; 66(25):2844-2854

I pazienti trattati con MitraClip necessitano più frequentemente di re-intervento chirurgico per insufficienza mitralica residua durante il primo anno dopo il trattamento, ma tra il primo e il quinto anno di follow-up, le due tecniche di correzione (percutanea e chirurgica) mostrano gli stessi bassi tassi di re-intervento.

The Randomized Cardiovascular MR CvLPRIT Substudy

McCann GP et al. J Am Coll Cardiol, 2015; 66(24):2713-2724

Nel sottostudio del CvLPRIT si è analizzato l’impatto della rivascolarizzazione completa in termini di infarto non relato alla lesione culprit. In questa valutazione con risonanza magnetica (che ha coinvolto 203 pazienti) l’infarct size è risultata simile in entrambi i gruppi, seppur con un aumento di infarto non correlato alla culprit nel gruppo con rivascolarizzazione completa.  

Effect of PCI on Long-Term Survival in Patients with Stable Ischemic Heart Disease

Sedlis SP et al. N Engl J Med 2015; 373:1937-1946

In questa analisi si paragonano pazienti trattati con angioplastica e pazienti trattati con sola terapia medica per valutarne la sopravvivenza a lungo termine. Dal 1999 al 2004 sono stati arruolati più di 2000 pazienti che sono stati seguiti per circa 15 anni. Il follow up era disponibile solo per il 53% dei pazienti e in questi si è vista l’assenza di differenza per quanto riguarda la morte nel gruppo trattato con PCI se confrontato al gruppo trattato con la sola terapia medica (P=0.76).

TATORT-NSTEMI trial

Meyer-Saraei R et al. Eur Heart J Acute Cardiovasc Care, 2015; Published online before print

Nel trial randomizzato TATORT-NSTEMI si paragona la tromboaspirazione di routine in caso di NSTEMI al trattamento standard. In questa coorte di pazienti (>400 in totale) non si sono viste differenze in MACE o in qualità della vita ad 1 anno. 

Ranolazine for Incomplete Vessel Revascularization (RIVER-PCI) Trial

Alexander KP et al. Circulation, 2016; 133:39-47

Dallo studio RIVER-PCI la ranolazina non è riuscita a dimostrare la superiorità rispetto al placebo nel miglioramento della qualità della vita in termini di riduzione di angina nei pazienti con cardiopatia ischemica cronica sottoposti a rivascolarizzazione incompleta.

Estensione dell’infarto miocardico nei pazienti in terapia a lungo termine con statine sottoposti ad angioplastica percutanea per STEMI

Marenzi G et al. Am J Cardiol, 2015; 116(12):1791-1797

Questo studio prospettico condotto su 230 pazienti con STEMI suggerisce che la terapia con statine a lungo termine prima dell’angioplastica primaria è associata ad una minore estensione dell’area infartuata e ad un maggior indice di sopravvivenza del miocardio. 

MitraClip e sopravvivenza nei pazienti con insufficienza mitralica ad alto rischio chirurgico

Velazquez EJ et al. Am Heart J. 2015; 170(5):1050-1059.e3

Questo studio di confronto condotto su più di 900 pazienti con insufficienza mitralica ad alto rischio chirurgico, supporta la sicurezza e dimostra un vantaggio di sopravvivenza della MitraClip rispetto alla terapia medica, sia a trenta giorni che a dodici mesi.