LA NOSTRA STORIA

Chi, come noi fondatori del progetto Radiale e molti altri, ha fatto il primo passo e proseguito il cammino, ha potuto apprezzare i molteplici benefici dell’approccio radiale nella sua pratica quotidiana e, soprattutto, i piacevoli commenti dei pazienti trattati che, dopo poche ore dalla procedura di angioplastica coronarica, già passeggiavano nel reparto di degenza.

È soprattutto per questo che il progetto Radiale è nato, si è trasformato in Club Radiale nel 2010, e lavora quotidianamente in Italia, per informare tutti coloro che si vogliono avvicinare a questa metodica proponendo l'esperienza di chi ha già iniziato il cammino e cerca sempre nuovi e più numerosi compagni di viaggio.

La Direzione Scientifica ed Editoriale

 

Breve storia dell’approccio radiale

1989– prima segnalazione in letteratura (Campeu et al) dell’arteria radiale come via di accesso per effettuare un cateterismo cardiaco. Tale approccio dimostra subito notevoli vantaggi in termini di maggiore sicurezza e rapida mobilitazione del paziente e viene progressivamente adottato da numerosi centri europei.

1992– Kiemeneij ad Amsterdam inizia l'utilizzo dell'accesso radiale per eseguire interventi percutanei di angioplastica e stenting coronarico.

1994– Fajadet esegue in diretta a Washington, durante il TCT, una procedura di angioplastica coronarica per via transradiale, suscitando un crescente interesse attorno alla metodica.

 Pro

Numerosi studi effettuati hanno dimostrato come l’accesso radiale consenta una elevata percentuale di successo della procedura (>90%) in pazienti opportunamente selezionati. Molto basse le tradizionali complicanze vascolari (ematoma, pseudoaneurisma e fistole), e vicine allo 0% le complicanze emorragiche maggiori, mai segnalate in letteratura. Le esperienze cliniche effettuate hanno inoltre dimostrato come la più rapida mobilizzazione del paziente dopo la procedura sia estremamente apprezzata dal paziente stesso, ma apra anche la possibilità a strategie di dimissione precoce, con un conseguente potenziale beneficio in termini di costi sanitari.

 Contro

L’accesso radiale ha impiegato circa dieci anni circa per essere accettato dalla comunità internazionale e a tutt'oggi non raggiunge il 20% del numero complessivo delle procedure di cateterismo. Alla base della fatica con cui questa metodica si sta inserendo nel mondo degli operatori di emodinamica ci sono la curva di apprendimento sicuramente più lunga rispetto al tradizionale approccio femorale, la necessità di utilizzare cateteri guida più piccoli, la particolare manualità da sviluppare sui cateteri. Tre fattori che probabilmente non vengono considerati come "tecnicamente stimolanti", bensì percepiti come una perdita di tempo e di energie.