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Patent haemostasis facilitata per ridurre il rischio di occlusione della radiale dopo coronarografia

Edris A et al. EuroIntervention 2015;11:765-771

Scopo dello studio: si intende valutare la fattibilità di una tecnica di sgonfiaggio rapido (RDT) dopo un cateterismo per via radiale al fine di ottenere una patent haemostasis e di valutare se questo puo ridurre l’occlusione della radiale. Assicurarsi la patent haemostasis è il fattore più importante per ridurre l’occlusione della radiale. L’utilizzo di introduttori di maggior calibro e di farmaci antitrombotici e antiaggreganti può rendere difficile il raggiungimento della patent haemostasis subito dopo gli interventi transradiali.

Metodi e risultati: un’analisi di fattibilità è stata eseguita in 105 pazienti per valutare se l’RDT potesse essere sicuro ed efficace. Sono stati raccolti i dati prospettici di 201 pazienti sottoposti sia a tecnica standard che a tecnica di sgonfiaggio rapido, valutando l’eventuale occlusione della radiale a 24 ore.

L’indicazione per l’accesso radiale era la presenza di SCA nel 62.7% dei pazienti. La patent haemostasis al baseline è aumentata dal 40% al 95% con l’uso del RDT. L’occlusione della radiale a 24 ore si è verificata in 2 pazienti (2.0%) nel gruppo RDT e in 15 (14.9%) nel gruppo con sgonfiaggio usuale (OR 0.117; 95% CI: 0.026 a 0.526, p=0.005). Altri predittori indipendenti di occlusione della radiale includono la superficie corporea (OR 0.022; 95% CI: 0.002 a 0.273, p=0.003) e il genere maschile (OR 0.298; 95% CI: 0.108 a 0.824, p=0.020). Non sono state individuate differenze per la sicurezza: la necessità di rigonfiaggio del sistema di compressione (2% vs 1.8%) o ematoma (0% vs 0.9%).

Conclusioni: Lo sgonfiaggio rapido della compressiva dopo il cateterismo per via radiale è un metodo sicuro ed efficace per ottenere la patenthaemostasis al fine di ridurre l’occlusione della radiale.

 

Il commento di Micol Coccato:

L’occlusione della radiale è una delle complicanze più comuni in caso di cateterismo transradiale con un’incidenza dal 2 al 18%. Sebbene nella maggior parte dei casi sia asintomatica, sono stati descritti rari casi di ischemia della mano. L’occlusione della radiale è stata imputata alla trombosi del vaso e a danni a livello della parete arteriosa dovuti a inadeguata terapia anticoagulante, emostasi prolungata, introduttori di grosso calibro e ripetuti accessi. La patent haemostasis e la durata minore della compressiva sono i predittori maggiori della pervietà della radiale. La patent haemostasis, definita come mantenimento del flusso ematico nella radiale senza segni di sanguinamenti esterni, ha comportato una riduzione dell’occlusione della radiale del 59% a 24 ore e del 75% a 30 giorni. In questo articolo di Eurointervention è stato presentata una nuova metodica per la patent haemostasis, che usa una tecnica di sgonfiaggio rapido per diminuire l’incidenza di occlusione della radiale. 15 minuti dopo il posizionamento del TR Band, è stata valutata la pervietà dell’arteria radiale usando il test inverso di Barbeau, con l’occlusione dell’arteria ulnare, quindi il dispositivo è stato sgonfiato fino a 7 ml di aria: se era presente sanguinamento, allora veniva rigonfiato di 2 ml aggiuntivi.  Il TR Band rimaneva in sede per 2 ore e successivamente veniva rimosso. Questa tecnica è stata paragonata alla tecnica standard. L’occlusione della radiale è stata vista nel 2% nel gruppo a sgonfiaggio rapido e nel 14.9% nel gruppo a sgongiaggio standard, in assenza di differenze per quanto concerne la formazione di ematomi. La tecnica di sgonfiaggio è rimasta uno dei predittori indipendenti di occlusione della radiale (OR 0.117). È interessante notare come, usando la tecnica standard di posizionamento del TR Band, più del 60% dei casi presentava occlusione della radiale. La tecnica di sgonfiaggio rapido mostra un’alternativa rapida che guida l’emostasi e il mantenimento della pervietà della radiale. I 15 minuti di attesa prima dello sgonfiaggio del dispositivo è il tempo che impiega il paziente per essere trasferito dalla sala all’astanteria e lo sgonfiaggio del dispositivo ad un volume di circa 8 ml risulta in una pervietà della radiale nel 95% dei casi con buona emostasi e assenza di ematoma o sanguinamento. I 15 minuti prima dello sgonfiaggio del TR Band permettono la formazione del tappo piastrinico e di coagulo al livello del foro di ingresso. L’occlusione della radiale presenta il prossimo step da superare in caso di interventi per via radiale. Questo studio presenta una tecnica rapida e sicura da aggiungere alle altre manovre che preservano l’arteria radiale.