RADIAL AND TOP NEWS

Quality of Life and Economic Outcomes of Assessing Fractional Flow Reserve With Computed Tomography Angiography. The PLATFORM Study

Hlatky MA et al. J Am Coll Cardiol, 2015;66(21):2315-2323

BACKGROUND: l’FFR stimata utilizzando l’angioTAC coronarica può migliorare la valutazione dei pazienti con dolore toracico.

OBIETTIVI: gli autori hanno indagato gli effetti sui costi e sulla qualità della vita utilizzando l’FFR con angio-TAC coronarica paragonata allo standard di trattamento nei pazienti stabili con sintomi suggestivi per coronaropatia.

METODI: pazienti sintomatici senza coronaropatia nota sono stati suddivisi in 2 gruppi in base al tipo di test diagnostico programmato: invasivo o non invasivo. In ciascun gruppo sono state valutate 2 coorti consecutive osservazionali sia con FFRCT che con il trattamento diagnostico tradizionale. Il numero dei test diagnostici, delle procedure invasive, delle ospedalizzazioni e della terapia per 90 giorni di follow-up è stato utilizzatoper derivarne il totale dei costi sanitari. I cambiamenti nella qualità della vita dall’arruolamento ai 90 giorni di follow-up sono stati registrati usando il questionario di Seattle sull’angina, il questionario EuroQOL e una scala visiva.

RISULTATI: nei 584 pazienti, il 74% aveva angina atipica e la probabilità pre-test di coronaropatia era 49%. Nel gruppo con strategia invasiva pianificata, i costi medi erano del 32% inferiori nei pazienti trattati con FFRCT rispetto a quelli trattati con trattamento standard ($7,343 vs. $10,734 p < 0.0001). Nel gruppo con pianificata strategia non invasiva, icosti non sono risultati differenti tra ipazienti sottoposti a FFRCT e ipazienti sottoposti a normale strategia ($2,679 vs. $2,137; p = 0.26). Nell’analisi di sensibilità, quando i costi di FFRCT sono stati giudicati 7 volte più alti rispetto alla sola TAC coronarica, il gruppo trattato con FFRCT presentava ugualmente costi inferiori rispetto al gruppo trattato in modo standard nel braccio trattato con strategia invasiva, ($8,619 vs. $ 10,734; p < 0.0001), nel braccio trattato con test non invasivi, quando il costo della FFRCT era considerato la metà di quello della TAC coronarica, il gruppo sottoposto a FFRCT presentava costi più elevati rispetto allo standard ($2,766 vs. $2,137; p = 0.02). Ciascuna scala di punteggio della qualità della vita è aumentata in tutta la popolazione in studio. Nel braccio con programmato test non invasivo, ipunteggi di QOL sono aumentati maggiormente nel gruppo trattato con FFRCT rispettoal trattamento standard: il questionario sull’angina di Seattle 19.5 vs 11.4, p = 0.003; EuroQOL 0.08 vs 0.03, p = 0.002 infine la scala visiva 4.1 versus 2.3, p = 0.82. Nel braccio con test invasivo programmato l’incremento dei test sulla QOL sono risultati simili in entrambi i gruppi.

CONCLUSIONI: una strategia di valutazione basata sull’FFRCT sembra associata con un minor uso delle risorse e un minor costo rispetto alla valutazione con coronarografia entro un follow-up di 90 giorni. Una valutazione con FFRCT è associata ad un aumento della qualità della vita rispetto alla valutazione con test non invasivi standard.

 

Il commento di Micol Coccato:

In questo studio multicentrico che coinvolge pazienti stabili con sospetta coronaropatia la FFR-CT è associata con un minor utilizzo di risorse mediche ed un costo significativamente ridotto se paragonata ad una strategia invasiva. In tale gruppo di pazienti infatti è associata ad una riduzione di circa metà delle indagini invasive, suggerendo che la FFR-CT, andando a combinare sia una valutazione anatomica che una valutazione funzionale possa portare ad un utilizzo più selettivo delle procedure invasive.

Ancora, tra i pazienti con programmato test non invasivo, l’uso della FFR-CT è risultata associata ad un maggior utilizzo di procedure invasive e un trend verso costi sanitari più elevati, unitamente ad un evidente incremento della qualità della vita, valutata secondo diversi test.

In generale si può dire che l’impatto della FFR-CT nella decisione clinica sembra portare ad una riduzione delle procedure invasive se paragonata al solo dato anatomico, mentre comporta un aumento delle procedure invasive quando viene paragonata al solo dato funzionale.

Nel trial PROMISE i pazienti randomizzati ad angioTAC coronarica erano sottoposti con maggior frequenza a coronarografia rispetto ai pazienti randomizzati a test non invasivi per ischemia inducibile. Lo stesso dicasi per i pazienti arruolati nello SCOT-HEART trial, che appunto ha riportato un aumento delle procedure invasive nei pazienti sottoposti ad angio-TAC coronarica rispetto ai pazienti assegnati a terapia standard o nel registro SPARC, che paragonava i pazienti sottoposti ad angioTAC coronarica con pazienti sottoposti ad imaging con SPECT o PET.

Per quanto riguarda la qualità della vita, questa è aumentata in tutti i pazienti arruolati nel PLATFORM. Il grado di aumento nella qualità della vita in un certo senso è legato alla strategia terapeutica adottata. Nei pazienti con pianificata strategia non invasiva, la qualità della vita è aumentata maggiormente nei pazienti sottoposti a FFR-CT, e tale risultato può essere spiegato dai maggiori interventi di rivascolarizzazione nei pazienti con lesioni coronariche funzionalmente significative.

Data la bassa numerosità di questo studio saranno comunque necessari ulteriori analisi per capire se tale approccio avrà dei benefici sugli eventi cardiovascolari maggiori, in tale campione infatti i MACE sono stati molto bassi in entrambi i bracci di studio e non si sono dimostrate differenze significative.