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Use and outcome of radial versus femoral approach for primary PCI in patients with acute ST elevation myocardial infarction without cardiogenic shock: Results from the ALKK PCI registry

Bauer T et al. Catheter Cardiovasc Interv, 2015; 86(S1):S8-S14

Obiettivi: Lo studio ha avuto come scopo quello di confrontare l’uso e i risultati dell’accesso transradiale vs femorale nei pazienti sottoposti ad angioplastica (PCI) in corso di infarto miocardico con sopraslivellamento del tratto ST (STEMI).

Background:L’accesso radiale per eseguire PCI nello STEMI si correla a una riduzione dei sanguinamenti e quindi con un miglioramento della prognosi. Malgrado le evidenze in tale proposito, esiste ancora una grande variabilità nell’uso dell’accesso radiale in tale condizione clinica.

Metodi: Tra il 2008 e il 2012 sono stati arruolati retrospettivamente 17865 pazienti con STEMI senza shock cardiogeno, inserendoli nel registro osservazionale Arbeitsgemeinschaft leitende kardiologische Krankenhausärzte (ALKK). L’accesso transfemorale (TF) è stato usato in 15,270 (85.5%) pazienti, il transradiale (TR) in 2,530 (14.2%), altro accesso in 65 (0.3%). Nell’analisi, 10,264 pazienti dai 20 centri che hanno eseguito almeno 5 TR-PCI per lo STEMI sono stati inclusi. Lo studio ha quindi confrontato la TR-PCI (n = 2,454 23.9%) con la TF-PCI (n = 7,810, 76.1%).

Risultati: Il successo procedurale è stato alto in entrambi i gruppi. La mortalità ospedaliera è stata dell’1.8 vs. 5.1%, P < 0.001, con tasso di complicanza di accesso vascolare inferiore per il gruppo TR (0.3 vs. 1.8%, P < 0.001%), mentre all’analisi multivariata il TR è risultato associato a un incremento della sopravvivenza (OR 0.47, 95% CI 0.35–0.65).

Conclusioni: L’accesso radiale può essere usato nello STEMI con ottimi risultati clinici.

 

Il commento di Mario Bollati:

Il setting clinico più delicato (lo STEMI), con la tipica necessità di procedure veloci e precise, inizialmente sembrava terreno vietato alla radiale.

L’evidenza scientifica ha negato questo pregiudizio. Anzi.

Dal Rival al Rifle al Matrix, non sono pochi gli studi che dimostrano non solo la non inferiorità della radiale, ma addirittura la superiorità rispetto alla femorale.

La radiale non è risultata essere inferiore come tempo e successo procedurale, ma si è dimostrata la via preferenziale in una condizione in cui il rischio emorragico è aumenta significativamente e le emorragie sono particolarmente pesanti in termini di prognosi.

Ed è curioso notare come il guadagno derivante dall’accesso radiale fosse già evidente in epoche precedenti, in cui l’esperienza riguardo la radiale era sicuramente meno corposa di quella attuale.

E anche nel caso in cui il quadro clinico si deteriorasse e fosse necessario il contropulsatore aortico, il RADIAL PUMP UP ha già dimostrato nel 2013 che l’accesso radiale + femorale è preferibile alle due femorali.