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Neurologic complications after transradial or transfemoral approach for diagnostic and interventional cardiac catheterization: A propensity score analysis of 16,710 cases from a single centre prospective registry

Raposo L et al. Catheter Cardiovasc Interv, 2015 ; 86(1) :61-70

Premessa e obiettivo: L’approccio transradiale (TRA) è ormai la via preferenziale di accesso, rispetto all’accesso femorale (TFA), per l’esecuzione di coronarografie e angioplastiche coronariche. Comunque, ci sono alcuni dubbi in merito alla possibilità di eventi neurologici conseguenti al passaggio dei cateteri a livello dei tronchi sovraaortici.

Lo studio ha l’obiettivo di valutare il rischio di stroke/transient ischemic attack (TIA), confrontando TRA e TFA.

Metodi e Risultati: Sono stati raccolti i dati di 16,710 pazienti di un singolo centro, tra gennaio 2006 e novembre 2012. Sono stati considerati TRA tutti quei pazienti in cui l’accesso radiale sia stata la prima scelta (n = 4,195) o la seconda (n = 36). I potenziali casi neurologici sono stati confrontati con altri pazienti, anch’essi sottoposti a coronarografia, mediante esecuzione di TC encefalo (n = 67). Gli eventi conseguenti alla procedura sono stati definiti come stroke/TIA non-CABG correlate, correlate, intercorrenti entro le 48 ore dalla procedura stessa.

Il TRA è aumentato dallo 0.7% nel 2006 al 75% nel 2012. L’incidenza totale di stroke/TIA è stata dello 0.16% e non è cambiata durante il periodo considerato per lo studio (p = 0.26). Non si è registrata una differenza significativa di eventi neurologici tra il gruppo TRA e TFA (0.165% vs. 0.160%; P = 1.0). Anche dopo correzione dei possibili bias e accoppiamento secondo propensity score, il TRA non si è rivelato predittore indipendente di stroke/TIA (OR 1.21; 95% CI 0.49–2.98 e 1.3; 95% CI 0.55–3.54, rispettivamente). I risultati sono stati confermati anche nelle analisi per sottogruppi  (≥65 anni), maschi/femmine, solo cornarografia/angioplastica, sindrome coronarica acuta.

Conclusione: I dati dimostrano che l’utilizzo del TRA non si associa ad aumentato rischio di eventi neurologici, in confronto al TFA.

 

Il commento di Mario Bollati:

L’embolizzazione cerebrale è uno degli eventi più temibili, durante coronarografia (seguita o meno da angioplastica). E riconosce vari meccanismi (embolizzazione di placca aterosclerotica, embolizzazione di trombi intracatetere o adesi ad essi, dissezioni). Ma per fortuna, l’embolizzzione è anche rara, motivo per cui lo studio ha arruolato così tanti pazienti.

Il TRA è stato considerato da alcuni come un possibile fattore di rischio per embolizzazioni cerebrali, dato il passaggio dei cateteri a livello dei tronchi sovraaortici.

Questo studio sfata questo mito: TFA e TRA hanno simili rischi embolici cerebrali. E questo non è poi così insensato, soprattutto se consideriamo il traumatismo che cateteri e guide possono avere su placche dell’arco aortico (nel caso del TFA) e la protezione da trombosi di cateteri e guide che l’eparina (usata di routine nel TRA) può dare.