SCIENTIFIC NEWS

Sotto-espansione e post-dilatazione mirata in pazienti selezionati che si sottopongono ad impianto percutaneo di valvola aortica balloon-expandable

Barbanti M et al. J Am Coll Cardiol, 2014;63(10):976-981

Il successo di un impianto percutaneo di valvola aortica dipende dal corretto sizing. 47 pazienti sottoposti ad impianto di valvola con un volume del pallone ridotto del 10% sono stati confrontati con 87 pazienti sottoposti ad impianto con valori nominali. Questa strategia non ha mostrato differenze di area valvolare, di parametri emodinamici, e di eventi avversi intra-ospedalieri, potendo avere quindi un ruolo nel ridurre il rischio di danneggiamento dell’anulus aortico.

Registro prospettico sulla rivascolarizzazione carotidea con indicazione da parte di un team cardiovascolare

Tomai F et al. Eurointervention, 2014; 9:1294-1300

Questo registro prospettico è stato creato per valutare l'incidenza di eventi clinici a breve e lungo termine in pazienti con malattie ostruttive della carotide sottoposti al giudizio di un team cardiovascolare. L'analisi dei risultati mostra come in questo gruppo di pazienti l'incidenza di eventi clinici sia "up to standard".

Outcomes nei pazienti diabetici con STEMI sottoposti a PCI primaria: risultati dall'INFUSE-AMI Trial

Sanidas EA et al. Catheter 2014; 83(5): 704-710

Sono stati analizzati 452 pazienti dell'INFUSE AMI Trial, di cui 51 diabetici, in termini di successo procedurale e follow up a distanza. Quello che è emerso è come i pazienti con diabete mellito, a parità di successo procedurale e di infarct size, abbiano una maggiore incidenza di morte, reinfarto, trombosi di stent, e rivascolarizzazione.

Influenza dell'utilizzo routinario della FFR nella diagnostica del dolore toracico: il RIPCORD Study

Curzen N et al. Circ Cardiovasc Interv, 2014; 7:248-255

Nello studio sono stati arruolati 200 pazienti con angina stabile e indicazione clinica alla coronarografia diagnostica. A seguito della coronarografia (sulla base della quale si era decisa la strategia terapeutica) è stata eseguita la FFR. A seguito della FFR la strategia terapeutica è variata nel 26% dei pazienti. Questo dimostra come l'utilizzo della FFR abbia un impatto importante sulla strategia terapeutica rispetto alla sola coronarografia.

Stenting immediato vs stenting differito nello STEMI per prevenire il no-reflow: DEFER-STEMI trial

Carrick D et al. J Am Coll Cardiol. 2014;63(20):2088-2098

In questo studio sono stati arruolati 101 pazienti con STEMI con 1 o + fattori di rischio per il no-reflow, randomizzati ad impianto immediato di stent vs stenting differito. L'endpoint primario era l'incidenza di no-reflow (TIMI </=2). È stato inoltre confrontato l'infarct size nei due gruppi. I risultati dimostrano come nello STEMI lo stenting differito riduca l'incidenza di no-reflow e l'infarct size nei pazienti ad alto rischio.

Sopravvivenza a 5 anni dei pazienti arruolati nel registro FAST-MI 2005

Danchin N et al. Circulation, 2014;129:1629-1636

La pPCI è il metodo preferito nel trattamento dello STEMI, ma rimane di difficile esecuzione in molte aree in cui la fibrinolisi è ancora utilizzata. In questo registro francese la sopravvivenza non differiva, sia nella popolazione totale, che nella popolazione trattata precocemente con pPCI. Una strategia farmaco-invasiva è quindi una valida alternativa alla pPCI con una sopravvivenza a 5 anni almeno equivalente.

Risultati a 3 anni di PLATINUM Trial: confronto tra gli stent medicati a rilascio di everolimus Pt-Cr PROMUS ELEMENT e Co-Cr XIENCE V nelle stenosi de novo

Meredith IT et al. Am J Cardiol, 2014;113(7):1117-1123

Lo stent medicato PROMUS Element platino-cromo (PtCr-EES; Boston Scientific, Natick, Massachusetts) si è dimostrato non inferiore rispetto allo stent medicato XIENCE V cobalto-cromo (CoCr-EES; Boston Scientific and Abbott Vascular, Santa Clara, California) per l’end point primario di TLF ad 1 anno. Il follow-up a 3 anni ha confermato sicurezza ed efficacia comparabili tra i due tipi di stent a rilascio di everolimus.

DEB vs PTA standard per ridurre la restenosi intrastent dell’arteria femorale superficiale e della poplitea prossimale in pazienti diabetici: lo studio DEBATE-ISR

Liistro F et al. J Endovasc Ther, 2014;21(1):1-8

Lo studio prospettico DEBATE-ISR ha incluso pazienti diabetici sintomatici per restenosi intrastent femoro-poplitea, trattati con DEB, confrontati con pazienti trattati con pallone non medicato, senza differenze cliniche, angiografiche o procedurali. L’utilizzo del DEB per la restenosi intrastent a livello femoro-popliteo comporterebbe una minor incidenza di restenosi e re-PTA ad 1 anno.

Valutazione prospettica multicentrica del sistema “Direct Flow Medical” nel trattamento della stenosi aortica

Schofer J et al. J Am Coll Cardiol, 2014;63(8):763-768

Questo sistema consente il preciso posizionamento della protesi aortica prima del suo impianto definitivo.  In 100 pazienti ad alto rischio chirurgico si è visto che a 30 giorni il 99% dei casi era libero da eventi. L’ecografia post-impianto ha mostrato rigurgito valvolare meno di moderato nel 99% dei casi, un’area effettiva di 1.5±0.56 cm2 e una classe NYHA I o II nel 92% dei casi. Il sistema DFM appare sicuro ed efficace nei pazienti ad alto rischio chirurgico.

IVUS e FFR in lesioni intermedie della discendente anteriore: analisi volumetrica dell’IVUS

Yang H-M et al. Catheter Cardiovasc Interv, 2014; 83(3): 386–394

Sono stati eseguiti IVUS e FFR in 206 lesioni intermedie dell’arteria discendente anteriore, e la valutazione FFR è stata paragonata alla valutazione IVUS, che è nota essere correlata all’outcome clinico. Si è visto che i parametri IVUS che rappresentano la severità e l’estensione della placca correlano con il significato funzionale (ossia FFR positiva).

Radiale come approccio ancillare (secondario)

TRI NATIONS 2014

Risultati preliminari di uno studio condotto dal Club Radiale sottolineano il ruolo della radiale come approccio ancillare (secondario) nei casi di procedure periferiche o strutturali, consentendo una significativa riduzione degli eventi emorragici.

Studio RADITIME

TRI NATIONS 2014

Interessanti spunti per la pratica quotidiana dei nostri laboratori dallo studio RADITIME, con uno sguardo alla PCI lounge di Amsterdam, nella quale i pazienti sottoposti a procedure elettive non complicate vengono dimessi in giornata, dopo 6 o addirittura dopo sole 4 ore dalla procedura.

RIFLE-STEACS e Radial PUMP-UP

TRI NATIONS 2014

Nuovi dati dagli studi RIFLE-STEACS e Radial PUMP-UP che rafforzano l'indicazione della via radiale come l'approccio raccomandato nella PCI primaria.

Emofiltrazione continua post-PCI come prevenzione dell’AKI in pazienti con insufficienza renale severa

Guastoni C et al. Am J Cardiol, 2014; 113(4):588-592

In questo studio viene proposto un nuovo protocollo di emofiltrazione veno-venosa continua (CVVH) utilizzato anche nelle SCA, in pazienti sottoposti a PCI con filtrato glomerulare <30 ml/min/1.73m2
I risultati hanno mostrato come in una popolazione con insufficienza renale severa, che include pazienti con SCA, l’utilizzo della CVVH per 6 ore dopo l’esposizione al mezzo di contrasto è in grado di rimuovere una quantità di contrasto simile a quella rimossa dai reni in 12 ore, ed è legata ad una minore incidenza di AKI.
 

Paragone dell’efficacia della procedura di TAVI in pazienti con o senza presenza di bicuspidia aortica: dati dal German TAVI Registry

Bauer T et al. Am J Cardiol, 2014; 113(3):518-521

Tra gennaio 2009 e giugno 2010 sono stati arruolati nel German TAVI Registry 1424 pazienti con stenosi aortica severa, di cui il 3% con valvola bicuspide (BAV). Paragonando i risultati nei due gruppi, si può concludere che la procedura di TAVI è fattibile nei pazienti con BAV, e la mortalità a 30 giorni e 1 anno non è aumentata rispetto ai pazienti senza bicuspidia. Nel gruppo con BAV si nota un’insufficienza aortica residua maggiore rispetto agli altri.

Impatto della lunghezza degli stent sugli outcomes clinici a lungo termine dopo impianto di DES di nuova generazione

Choi IJ et al. Am J Cardiol, 2014, 113(3):457-464

L’impatto prognostico della lunghezza dello stent (> o < di 32mm) è stato valutato su 8445 pazienti sottoposti a PCI con impianto sia di stent di nuova (6334) che di vecchia (2111) generazione. I risultati hanno mostrato come una lunghezza di stent >32mm possa rappresentare un fattore prognostico negativo a 3 anni nel gruppo di stent di vecchia generazione, mentre non lo è nel gruppo di stent di nuova generazione.

Outcome a 2 anni dopo impianto di DES o BMS di seconda generazione in pazienti sottoposti a PCI: analisi pre-specificata dello studio PRODIGY

Valgimigli M et al, J Am Coll Cardiol Intv, 2014;7(1):20-28

2013 pazienti sono stati randomizati ad impianto di BMS, ZES-S, PES o EES. A 30 giorni, ogni gruppo di pazienti poteva ricevere fino a 6 o 24 mesi di terapia con clopidogrel. I risultati hanno mostrato i MACE, compresi sia gli endpoint di sicurezza che di efficacia, sono stati inferiori nel gruppo EES, più alti nel gruppo BMS e intermedi nel gruppo PES e ZES-S.

Analisi pooled dei trial ISAR-TEST 3, ISAR-TEST 4, and LEADERS

EuroPCR 2014

4062 pazienti trattati con DES, di cui 2358 con polimero riassorbibile e 1704 con polimero stabile: al follow-up a 4 anni il rischio di target lesion revascularization e di trombosi di stent (definite) è stato significativamente più basso nei pazienti trattati con stent a polimero riassorbibile, rispettivamente HR 0.56 e HR 0.22.

Reprise II clinical trial

EuroPCR 2014

La protesi valvolare aortica transcatetere Lotus (Boston Scientific) nello studio Reprise II ha dimostrato un ottimo profilo di sicurezza ed efficacia. Sono stati presentati i dati a 6 mesi (120 pazienti). Vi è stato un solo caso di insufficienza aortica di grado 4 e nell’80% dei pazienti il grado di insufficienza aortica era 0.

Anteprima linee guida del trattamento della cardiopatia ischemica cronica

EuroPCR 2014

È stata presentata un’anteprima delle nuove linee guida ESC per il trattamento della cardiopatia ischemica cronica, che verranno pubblicate a breve. Diverse novità: per la malattia bivasale con coinvolgimento della discendente anteriore la PCI è in classe I (livello di evidenza C contro il B della chirurgia). Il tronco comune non è più solo del chirurgo: se il Syntax ≤ 22, la PCI ha la stessa evidenza del CABG (I B). Per la coronaropatia trivasale con Syntax score ≤ 22 la classe di evidenza per la PCI diventa I B a fronte della chirurgia che mantiene I A. Il paziente diabetico fa parte di un sottogruppo che non è stato presentato.