SCIENTIFIC NEWS

Trial prospettico randomizzato sull'utilizzo dei palloni medicati o degli everolimus-eluting stent nei pazienti con ristenosi intrastent degli stent medicati. The RIBS trial

Alfonso F et al. J Am Coll Cardiol, 2015; 66(1):23-33

Lo studio multicentrico spagnolo (309 pazienti) ha dimostrato che nei pazienti con ristenosi intrastent degli stent medicati, l'utilizzo degli everolimus-eluting stent, in confronto all'utilizzo dei palloni medicati, è associato ad un risultato migliore in termini angiografici e clinici a lungo termine.

Validazione dell'indice di rivascolarizzazione SYNTAX nella quantificazione del livello accettabile di incompleta rivascolarizzazione dopo angioplastica percutanea

Généreux P et al. Am J Cardiol, 2015; 116(2):174-186

Da un’analisi del trial SYNTAX, l'indice di rivascolarizzazione SYNTAX (SRI), derivato dalla differenza in percentuale tra il SYNTAX score di base e il delta SYNTAX score, si è dimostrato un parametro utile nel quantificare il grado di rivascolarizzazione dopo angioplastica percutanea. Un SRI>70% rappresenta un risultato “accettabile” per i pazienti con coronaropatia complessa.

Gestione e prognosi a lungo termine della dissezione coronarica spontanea

Lettieri C et al. Am J Cardiol, 2015; 116(1):66-73

Questo ampio studio osservazionale condotto su 134 pazienti con dissezione coronarica spontanea ha mostrato che le caratteristiche angiografiche (livello della dissezione, flusso TIMI) influenzano in modo significativo la scelta della strategia di trattamento. Una strategia conservativa rispetto alla rivascolarizzazione è associata ad un miglior outcome intraospedaliero, tuttavia non c'è differenza significativa nell'outcome a lungo termine.

Confronto dell'outcome a cinque anni tra angioplastica coronarica percutanea e bypass coronarico nella malattia coronarica trivasale (dal Coronary Revascularization Demonstrating Outcome Study in Kyoto PCI/CABG Registry Cohort-2)

Shiomi H et al. Am J Cardiol, 2015; 116(1):59-65

In questo registro di circa 3000 pazienti con malattia coronarica trivasale il bypass coronarico, rispetto all'angioplastica percutanea, si è dimostrato associato ad un miglior outcome clinico (morte, infarto miocardico e stroke) ad un follow up di cinque anni.

Complete revascularisation in ST-elevation myocardial infarction and multivessel disease: meta-analysis of randomised controlled trials

Kowalewski M et al. Heart, 2015; 101:1309-1317

Sebbene le linee guida raccomandino la rivascolarizzazione della sola lesione culprit in corso di p-PCI per STEMI, in questa metanalisi che valuta i pazienti multivaso colpiti da STEMI, la rivascolarizzazione completa durante p-PCI sembrerebbe essere correlata ad una riduzione dei MACE del 41%, legata ad una diminuzione del 52% di infarto ricorrente e ad una riduzione del 49% di ripetute rivascolarizzazioni rispetto al completamento della rivascolarizzazione in seconda battuta. Non vi è differenza invece tra i due gruppi circa la mortalità per cause cardiache.

Trial RESOLUTE All-Comers

Iqbal J et al. Circ Cardiovasc Interv, 2015;8: e002230

Il report dello studio randomizzato RESOLUTE all-comers coinvolgente più di 2000 pazienti ha mostrato come a 5 anni di follow up gli stent medicati di seconda generazione a rilascio di zotarolimus siano non inferiori a quelli di seconda generazione a rilascio di everolimus per MACE, end point device-oriented e patient-oriented, mostrandone quindi una simile efficacia e sicurezza. 

Observation from Coronary Revascularization Demonstrating Outcome Study-Kyoto Registry Cohort-2

Yamaji K et al. Am J Cardiol, 2015; 116(1):15-23

Dal follow up a lungo termine di 5 anni del registro Kyoto risulta che il rischio aggiuntivo di morte cardiaca o di infarto dei pazienti con IMA trattati con PCI rispetto a quelli con coronaropatia stabile è significativo (HR 1.53, 95% CI 1.30 to 1.80, p <0.001), così come il rischio di trombosi intrastent, senza differenze tra tipo di stent utilizzato. Questo eccesso di rischio è però limitato ai primi 3 mesi, poichè dopo questo periodo il rischio è risultato simile nei due gruppi. 

Trial CAPTAIN

Bainey KR et al. Am Heart J, 2015; 170(1):110-116

Il trial CAPTAIN analizza l’effetto della sospensione di ACE-I o ARB prima della coronarografia nei pazienti con IRC moderata, sull’incidenza della nefropatia da mezzo di contrasto. Nei circa 200 pazienti con IRC moderata coinvolti nello studio la sospensione a 24 ore prima della procedura ha portato ad una riduzione significativa dell’incremento della creatinina sierica, anche se la riduzione della nefropatia da mezzo di contrasto non ha raggiunto la significatività.

Associazione tra insufficienza renale acuta e mortalità ospedaliera nei pazienti sottoposti ad angioplastica coronarica

Kooiman J et al. Circ Cardiovasc Interv, 2015; 8:e002212

Questo registro statunitense ha evidenziato statisticamente come circa un terzo della mortalità intraospedaliera dopo angioplastica percutanea sia dovuta alla comparsa di insufficienza renale acuta. Prevenire 9 casi di insufficienza renale acuta, con strategie che vanno oltre la riduzione della dose di contrasto, può potenzialmente prevenire una morte. 

Analisi dei risultati clinici dopo sostituzione percutanea valvolare aortica transapicale o transfemorale. Sottostudio del trial PARTNER-I

Blackstone EH et al. Circulation, 2015; 131:1989-2000

Nei pazienti con vascolopatia periferica, la probabilità di eventi periprocedurali e di prolungamento di ricovero ospedaliero è maggiore dopo sostituzione valvolare aortica trans-apicale che trans-femorale (Edwards SAPIEN), anche se il rischio di stroke è equivalente e l’entità di rigurgito aortico è minore nell’approccio trans-apicale. 

Metanalisi dell’impatto sulla mortalità dell’occlusione coronarica cronica totale non correlata all’infarto nei pazienti con STEMI

O'Connor SA et al. Am J Cardiol, 2015; 116(1):8-14

La metanalisi condotta su 7 studi osservazionali ha dimostrato che la coesistenza di una lesione CTO in una coronaria non-culprit, nei pazienti con STEMI, è associata ad un aumento della mortalità per tutte le cause a breve e a lungo termine.

Effetto della malattia coronarica multivasal,e con o senza rivascolarizzazione aggiuntiva, sulla mortalità dei pazienti con STEMI

Okkels Jensen L et al. Am Heart J, 2015; 170(1):70-78

Questo studio di coorte danese condotto su 8822 pazienti con STEMI, ha dimostrato che la malattia coronarica multivasale è associata ad un’alta mortalità a lungo termine; in questi pazienti la rivascolarizzazione aggiuntiva al momento del trattamento della lesione culprit è associata ad un’aumentata sopravvivenza rispetto al solo trattamento della lesione culprit.

2-Year Outcomes in Patients Undergoing Surgical or Self-Expanding Transcatheter Aortic Valve Replacement

Reardon MJ et al. J Am Coll Cardiol, 2015; 66(2):113-121

Il follow up dei pazienti con stenosi aortica severa ad elevato rischio chirurigo sottoposti ad impianto di valvola aortica autoespandibile per via percutanea ha mostrato la persistenza di un miglior outcome anche a 2 anni se paragonato alla chirurgia tradizionale.

Studio osservazionale pazienti con ACS trattati con BVS

Gori T et al. J Am Coll Cardiol Intv, 2015; 8(6):770-777

Questo studio osservazionale di una popolazione di 133 pazienti con sindrome coronarica acuta trattati con BVS, ha mostrato risultati promettenti sia clinici, che di imaging e di reattività vascolare a 12 mesi, ponendo quindi delle basi per un futuro studio randomizzato.

Lo studio GARY

Walther T et al. J Am Coll Cardiol, 2015; 65(20):2173-2180

Il registro tedesco sull’impianto percutaneo di valvola aortica (registro GARY) ha mostrato buoni risultati nel post operatorio e una diminuzione graduale delle complicanze nel tempo. Da sottolineare la necessità della presenza di un heart team nel proporre, trattare e seguire i pazienti sottoposti a TAVI, al fine di aumentare la sopravvivenza anche dei pazienti con complicanze severe. 

Studio PRECOMBAT

Ahn J-M et al. J Am Coll Cardiol, 2015; 65(20):2198-2206

Lo studio PRECOMBAT, che ha confrontato il trattamento percutaneo con SES con il trattamento con CABG nelle lesioni del tronco comune, ha mostrato, a 5 anni  di follow up, l’assenza di differenze in eventi cardiovascolari tra le due metodiche.

Confronto tra gli stent ABSORB e DESOLVE con lo stent ML8/XPEDITION

Ormiston J et al. EuroIntervention, 2015; 11:60-67

Questo studio mette a confronto le proprietà fisiche, meccaniche e la soglia di frattura nelle strategie di post-dilatazione e di kissing balloon degli struts degli Absorb e dei DESolve (bioriassorbibili) con lo stent XIENCE xpedition (struttura metallica). Lo stent a struttra metallica ha mostrato di avere struts più fini, un miglior profilo e una maggiore forza radiale rispetto ai bioriassorbibili. La pressione soglia di frattura è più bassa negli Absorb rispetto agli altri stent. Inoltre, a differenza degli altri, i DESolve, dopo un’ iniziale recoil, hanno una continua espansione (“self-correction”) dopo l'impianto.   

Aterectomia orbitale per il trattamento de novo delle stenosi coronariche severe calcifiche. Risultati a 1 anno dell’ORBIT II

Généreux P et al. Am J Cardiol, 2015; (12): 1685-1690

L’analisi ad un anno dei pazienti Orbit II (pazienti con lesioni coronariche severe calcifiche trattate con Diamondback 360° Coronary Orbital Atherectomy System, OAS)  ha dimostrato una bassa incidenza di eventi ischemici. I predittori indipendenti dei MACE ad un anno sono risultati il diametro della stenosi all’angiografia di base e l’utilizzo degli stent metallici.

Confronto tra le valvole protesiche: DIRECT FLOW MEDICAL, MEDTRONIC COREVALVE e EDWARDS SAPIEN XT. Successo procedurale, sicurezza a 30 giorni e mortalità

Zhang Y et al. Catheter Cardiovasc Interv, 2015; 85(7):1217-1225

Tra le tre protesi aortiche analizzate (Direct Flow Medical, Medtronic Valve e Edwars Sapien XT) il successo procedurale e la mortalità a breve termine sono risultati comparabili. I pazienti trattati con Direct Flow Medical hanno mostrato un maggior profilo di sicurezza a 30 giorni (criteri VARC); questo risultato è essenzialmente legato alle complicanze vascolari, a loro volta associate al dispositivo di chiusura vascolare utilizzato nelle tre diverse valvole. 

Sicurezza ed efficacia degli Everolimus Eluting Stents nella rivascolarizzazione delle occlusioni coronariche croniche totali. Risultati dal trial multicentrico EXPERT CTO (Evaluation of the XIENCE Coronary Stent, Performance, and Technique in Chronic Total Occlusions)

Kandzari DE et al. J Am Coll Cardiol, 2015; 8(6):761-769

Lo studio multicentrico (20 centri, 250 pazienti consecutivi) focalizzato sulle CTO ad alto grado di complessità, ha dimostrato che le moderne tecniche procedurali di approccio insieme all’utilizzo degli everolimus eluting stents portano ad un elevato successo procedurale (96.4%) e ad un buon esito clinico a distanza di 12 mesi.