SCIENTIFIC NEWS

Disfunzione vascolare dell’arteria brachiale dopo accesso radiale per il cateterismo delle coronarie

Heiss C et al. J Am Coll Cardiol Intv, 2009; 2:1067-1073

Questo studio su 30 pazienti ha valutato le modifiche della Flow-mediated vasodilatation (FMD) dell’arteria radiale e dell’arteria brachiale a seguito di una procedura diagnostico-interventistica eseguita per via radiale. In tutti i pazienti si determina una riduzione significativa della FMD di entrambe le arterie a 6 ore dalla procedura. Successivamente alle 6 ore il recupero completo della FMD non si ottiene nei pazienti fumatori e nei casi in cui si siano utilizzati più di 3 cateteri, diversamente si ottiene un recupero totale.

Confronto dell’efficacia e della sicurezza degli stent medicati con Zotarolimus, Sirolimus e Paclitaxel, nei pazienti con infarto miocardico e sopraslivellamento del tratto ST

Lee CW et al. Am J Cardiol, 2009; 104(10):1370-1376

Lo studio multicentrico prospettico ZEST-AMI includeva 328 pazienti con infarto miocardico e sopraslivellamento del tratto ST, trattati, in seguito a randomizzazione, con tre diversi stent medicati (Zotarolimus = 108, Sirolimus  = 110, Paclitaxel = 110). La restenosi a 8 mesi era significativamente minore nel gruppo Sirolimus rispetto agli altri due. Gli eventi cardiaci maggiori a 12 mesi erano simili nei tre gruppi, con un totale di 3 trombosi acute e 5 subacute.

PCI dei bypass in safena: DES e BMS a confront. Risultati del registro STENT (Strategic Transcatheter Evaluation of New Therapies)

Brodie BR et al. J Am Coll Cardiol Intv, 2009; 2:1105-1112

Lo studio valuta i risultati a 9 mesi e 2 anni delle procedure interventistiche sui bypass in safena, confrontando l’uso dei DES (785 pazienti) con i BMS (343 pazienti), nel registro STENT. I DES riducevano la mortalità e gli infarti a 9 mesi e la sola mortalità a 2 anni (ma nel gruppo DES vi erano meno procedure d’urgenza). La TVR era minore per i DES a 9 mesi, ma non vi erano differenze a 2 anni. Sempre riguardo alla TVR, nelle lesioni con diametro =3.5mm, non vi era differenza tra DES e BMS.

Confronto tra sirolimus eluting, paclitaxel eluting e bare metal stent nel registro tedesco DES-DE

Nienaber CA et al. Am J Cardiol, 2009; 104:1362-69

La prima fase del registro multicentrico tedesco DES-DE ha analizzato 6384 pz con caratteristiche cliniche ed angiografiche simili (2137 SES, 2740 PES, 485 BMS). Tra i due DES non sono emerse differenze a 1 anno di follow up per mortalità, TVR, trombosi dello stent ed eventi cardiaci e cerebrali maggiori nel complesso. Il gruppo DES ha invece mostrato minore incidenza di IMA, ictus e TVR, senza differenza nella mortalità e nella trombosi dello stent quando confrontato con il gruppo BMS.

Stategia semplice vs complessa per le biforcazioni nell’era dei DES: una metanalisi

Zhang F et al. Heart, 2009; 95:1676-81

Nell’analisi pooled di 5 studi randomizzati per un totale di 1553 pazienti con malattia di biforcazione, la strategia di provisional stenting del ramo collaterale confrontata con quella dello stenting di entrambi i rami è risultata associata a minor rischio di IMA a 30 giorni, senza differenza per morte cardiaca, TLR, trombosi certa dello stent, restenosi dell’uno o dell’altro ramo.

Prevenzione del danno renale da contrasto: Sodio bicarbonato ed N-Acetilcisteina - Una metanalisi

Brown JR et al. J Am Coll Cardiol Intv, 2009; 2:1116-1124

Sono stati esaminati 10 trial randomizzati. Da ciò è emerso che la profilassi con NaHCO3 e NAC riduce sostanzialmente l’incidenza di danno renale acuto, ma non di danno renale con necessità di trattamento dialitico.

TYCOON – 2 anni di follow-up

Tanzilli G et al. Am J Cardiol; 104(10):1357-1361

L’assunzione per 2 anni della doppia anti-aggregazione può prevenire la comparsa di trombosi intrastent tardiva in pz con DES. I dati estrapolati da questo registro mostrano infatti valori significativi dal punto di vista statistico quando si confrontano le trombosi intrastent dpo 12 mesi con quelle accadute dopo 24 mesi di trattamento.

Il sizing ottimale dello stent con l’IVUS contribuisce alla completa endotelizzazione, valutata tramite l’angioscopia, dello stent medicato al sirolimus

Sera F et al. J Am Coll Cardiol Intv, 2009; 2:989-994

L’IVUS fornisce parametri quali la CSA minima dello stent impiantato, la CSA luminale del reference distale allo stent e il rapporto tra l’area dello stent e del vaso che sono risultati significativamente maggiori nel sottogruppo di lesioni, valutate all’angioscopia, che dimostravano una completa endotelizzazione dopo impianto di stent medicato con sirolimus. Gli autori concludono affermando che un sizing adeguato dello stent, tramite l’IVUS, contribuisce a una migliore endotelizzazione a distanza.

Impatto di una strategia iniziale conservativa (terapia medica senza PCI) in pazienti ad alto rischio nell’ambito del trial COURAGE (Clinical Outcome Utilizing Revascularization and Aggressive Drug Evaluation)

Maron DJ et al. Am J Cardiol, 2009; 104(8):1055-1062

I pazienti con coronaropatia stabile e caratteristiche di alto rischio (classe CCS III o SCA stabilizzata da 2 settimane), sottoposti a trattamento conservativo invece che a PCI non presentano differenze ad 1 anno in termini di mortalità, reinfarto o peggioramento di angina. Si docuemnta comunque un’elevata incidenza (30%) di crossover verso la rivascolarizzazione.

Impatto del calibro vascolare sugli out come angiografici e clinici della rivascolarizzazione con stent a rilascio di Biolimus con polimero biodegradabile e con SES a polimero persistente

Wykrzykowska JJ et al. J Am Coll Cardiol Intv, 2009; 2:861-870

Nelle lesioni dei “vasi piccoli” (diametro < 2.75 mm) si documenta una maggiore incidenza di MACE e TLR rispetto alle lesioni in vasi di calibro maggiore di 2,75 mm. Questa analisi non documenta una significativa differenza in termini di MACE e TLR tra SES e BES (Biolimus Eluting Stent).

Benefici dei DES confrontati con i BMS nello STEMI: risultati a 4 anni del trial PASEO (Paclitaxel or Sirolimus-Eluting Stent vs. bare metal stent in primary Angioplasty)

Di Lorenzo E et al. Am Heart J, 2009; 158(4):e43-e50

L’analisi a 4 anni del confronto tra l’impiego di BMS e DES (SES e PES) nei pazienti trattati con primary PCI per STEMI documenta un vantaggio significativo a favore di entrambi i DES in termini di TLR. Non si evidenziano differenze in termini di mortalità o reinfarto.

Ruolo della dose di carico del Clopidogrel in pazienti con STEMI trattati con PCI primaria. Risultati del trial HORIZON-AMI

Dangas G et al. J Am Coll Cardiol, 2009; 54:1438-46

Il dosaggio di carico di 600 mg di clopidogrel si associa a un miglioramento di outcome in termini di MACE (HR 0.72, 95% CI 0.53 – 0.98; p = 0.04) rispetto al dosaggio di 300 mg. Peraltro non si associa a un incremento di sanguinamenti. Dall’HORIZON-AMI giunge un dato sullo STEMI che ricalca quanto documentato dallo studio CURRENT OASIS 7 in generale sulle sindromi Coronariche Acute.

News da Orlando (AHA): l'aspirazione meccanica in angioplastica primaria può ridurre la mortalità

Risultati non ancora definitivi sull'evidenza della presunta superiorità della tromboaspirazione meccanica nella angioplastica primatia. Presentati i risultati a due anni dello studio EXPIRIA: il gruppo di pazienti trattati con il...

Risultati non ancora definitivi sull'evidenza della presunta superiorità della tromboaspirazione meccanica nella angioplastica primatia. Presentati i risultati a due anni dello studio EXPIRIA: il gruppo di pazienti trattati con il sistema di aspirazione meccanica del trombo (Export) hanno evidenziato una minore mortalità (0% vs 6.8%; p<0.0001). Differenze non significative invece in termini di reinfarto, TVR: le MACE complessivamente sono risultate maggiori nel gruppo trattato senza aspirazione meccanica, anche se ai limiti della significatività statistica (13.6 vs 4.5; p=0.050).

News da Orlando (AHA): operatori esperti possono convertire la loro pratica diagnostica angiografica dall'accesso femorale all'accesso radiale senza incremento di radioesposizione e del tempo di sala

Ancora una buona notizia per l'approccio radiale. Lo studio RAPTOR, monocentrico e condotto su una popolazione "real world", ha dimostrato che gli operatori esperti possono convertire la loro attività diagnostica ed...

Ancora una buona notizia per l'approccio radiale. Lo studio RAPTOR, monocentrico e condotto su una popolazione "real world", ha dimostrato che gli operatori esperti possono convertire la loro attività diagnostica ed interventistica dall'accesso femorale a quello radiale. In termini di tempi di esposizione radiologica e procedurali la procedura diagnostica risulta più "time consuming", viceversa i pazienti che hanno effettuato la procedura interventistica non hanno evidenziato differenze significative.

News da Orlando (AHA): Il pallone a rilascio di Paclitaxel non ha la stessa efficacia dello stent medicato nelle lesioni de novo

Presentati i dati dello studio PEPCAD 3 che confrontava una strategia di rivascolarizzazione con pallone medicato seguito da bare metale stent contro l'impianto di stent medicato (cypher). I risultati angiografici a 9 mesi hanno mostrato...

Presentati i dati dello studio PEPCAD 3 che confrontava una strategia di rivascolarizzazione con pallone medicato seguito da bare metale stent contro l'impianto di stent medicato (cypher). I risultati angiografici a 9 mesi hanno mostrato una maggiore in stent late loss nel gruppo trattato con pallone medicato (0.41 vs 0.19, p<0.001); minore l'incidenza di IMA (0.3% vs 4.6%; p<0.001) e di trombosi di stent (0.3% vs 2.0%; p<0.05) nel gruppo stent medicato.

PCI con Sirolimus-Eluting stent sul tronco comune non protetto: risultati a 3 anni del registro j-Cypher

Toyofuku M et al. on Behalf of the j-Cypher Registry Investigators Circulation, 2009; 120:1866-1874

Il registro multicentrico j-Cypher raccoglie i dati di 12824 pazienti consecutivi sottoposti a PCI con sirolimus-eluting stent in Giappone. La mortalità a 3 anni era maggiore nei pazienti con stenting del tronco comune (n=582) rispetto agli altri, a causa del più alto profilo di rischio di tali pazienti. Dopo correzione per i fattori confondenti, il rischio di morte non appariva correlato allo stenting del tronco comune. Le lesioni ostiali o del corpo presentavano un minor tasso di rivascolarizzazione mirata (TLR) rispetto alle lesioni della biforcazione, ma simili risultati di mortalità cardiaca a 3 anni. Tra i pazienti con stenting del tronco distale, la tecnica con doppio stent mostrava più alti e non accettabili tassi di TLR e mortalità cardiaca, rispetto al singolo stent.

Predittori di aumento della dose radiante durante le procedure di interventistica coronarica

Mercuri M et al. Am J Cardiol; 104(9):1241-1244

Allo scopo di individuare le variabili cliniche, tecniche e anatomiche associate con un'aumentata dose di air kerma, sono stati studiati 967 pazienti consecutivi inclusi in un registro e trattati con PCI. All'analisi multivariata risultavano significativamente associati con un aumento della dose l'accesso radiale, il numero di lesioni trattate, la presenza di lesioni tipo C, lesioni di biforcazione e occlusioni croniche. L'analisi su altri 1082 pazienti consecutivi (usata come validazione) confermava i risultati ottenuti, tranne che per le lesioni tipo C.

La doppia antiaggregazione per 2 anni riduce il rischio della trombosi tardiva dei DES

Tanzilli G et al. Am J Cardiol, epub 28 sept 2009

Il registro TYCOON ha considerato 447 pazienti che hanno ricevuto DES. Ai primi 173 pz è stata somministrata la doppia terapia antiaggregante con aspirina 100 mg e clopidogrel 75 mg per 1 anno, ai successivi 274 pazienti per 2 anni. Dopo un follow up durato 4 anni gli eventi morte cardiaca, TLR, infarto sono risultati equivalenti, mentre la trombosi tardiva dello stent è risultata più frequente nei pz che hanno assunto il duplice antiaggregante solo per 1 anno.

L’esperienza dell’operatore influisce sul successo tecnico nel trattamento retrogrado delle CTO

Thompson CA et al. J Am Coll Cardiol Intv, 2009; 2:834-842

In due centri americani sono stati messi a confronto i successi procedurali nel trattamento di 636 pazienti con CTO eseguito per via retrograda da due operatori ad “alto volume” (> 75 CTO, > 20 retrograde) e da 10 operatori a “minor volume”. Il successo procedurale della ricanalizzazione delle CTO è stato del 75.2% degli operatori esperti vs il 58.9% dei meno esperti (p<0.0001), mentre gli eventi avversi sono stati sovrapponibili.

EUROTRANSFER Registry: 1 anno di Follow-Up

Rakowski T et al. Am Heart J; 158(4):569-575

La somministrazione precoce di abiciximab prima del trasferimento in Cath Lab per PPCI riduce la mortalità ad 1 anno follow-up dei pz con alto profilo di rischio (TIMI RS >3).