SCIENTIFIC NEWS

Il Myocardial Blush Grade predice la prognosi dello STEMI nella pratica quotidiana

Kampinga MA et al. Circ Cardiovasc Interv, 2010; 3:216-223

Il MBG misurato nella pratica quotidiana dopo PCI primaria nello STEMI si è rivelato essere correlato significativamente con la mortalità ad 1 anno in 2118 pazienti consecutivi. Potrebbe essere quindi utile documentarlo d’abitudine nei referti.

L’età delle emazie nelle trasfusioni dopo PCI

Robinson SD et al. Am Heart J, 2010; 159:876-881

Nei pazienti sottoposti a emotrasfusione dopo angioplastica coronarica il volume totale delle trasfusioni e il tempo di conservazione dei globuli rossi risultano correlati con la mortalità a 30 giorni, suggerendo che l’utilizzo di emazie più “vecchie” può costituire un rischio aggiuntivo in tali pazienti.

La PCI immediata si associa a miglior sopravvivenza dopo arresto cardiaco extra-ospedaliero

Dumas F et al. Circ Cardiovasc Interv, 2010; 3:200-207

Questo studio ha documentato che l’esecuzione della PCI immediata, indipendentemente dal pattern ECGrafico, in pazienti con Arresto Cardiaco Extra-Ospedaliero determina un miglioramento di sopravvivenza ospedaliera. In particolare è un predittore indipendente di sopravvivenza (OR 2.06; 95% CI 1.16 – 3.66).

Valutazione OCT della risposta vascolare in vivo dopo impianto di BMS e DES in overlapping

Guagliumi G et al. J Am Coll Cardiol Intv, 2010; 3:531-539

La valutazione con OCT ha mostrato in vivo che non esistono differenze significative tra overlapping di BMS e DES nel determinare maglie mal apposte o scoperte. Tra i DES esistono differenze che sembrano favorire i ZES in quanto presentano una minor frequenza di struts mal apposte o scoperte, rispetto a PES e SES. 

Prognosi dei pazienti asintomatici con malattia coronarica dopo PCI

Wakabayashi K et al Am J Cardiol, 2010; 105(11):1507-1512

Da questo studio condotto su un consistente numero di pazienti, si evince come il trattamento percutaneo mediante PCI di pz con malattia coronarica stabile incrementi il tasso di mortalità ad 1 anno.

Risultati del trattamento invasivo in pz con stress test positivo

Adamu U et al. Am J Cardiol, 2010; 105(11):1535-1539

Pazienti con malattia coronarica stabile e stress positivo non traggono vantaggio, valutando la mortalità e la frequenza di infarto non fatale, dalla rivascoalrizzazione percutanea. L' unico beneficio si riscontra nella riduzione, sul lungo termine, degli episodi di angina nei pz rivascolarizzati per via percutanea.

Confronto a lungo termine tra DES e BMS in merito a sicurezza ed efficacia nel trattamento dei graft in vena safena

Latib A et al. Circ Cardiovasc Interv 2010

Il confronto a 2 anni tra l’impiego di DES (127 pts) e BMS (131 pts) nel trattamento percutaneo dei graft in vena safena non ha messo in evidenza nessuna differenza significativa in termini di mortalità, re-IMA e TVR. Solo una propensity analysis ha suggerito un possibile beneficio in termini di TVR, ma nessuna differenza in termini di end-point hard.

Elevata incidenza di formazione di trombo a 18 mesi dall’impianto di stent a rilascio di paclitaxel: confronto angioscopico con lo stent a rilascio di sirolimus

Hara M et al. Am Heart J, 2010; 159(5):905-910

Il ristudio a 18 mesi di un piccolo gruppo di pazienti trattati con DES a rilascio di paclitaxel (PES) o sirolimus (SES) con anche ausilio dell’angioscopia ha mostrato che il PES si associa a un livello inferiore di endotelizzazione dello stent e ad una maggior incidenza di formazione di trombo, rispetto al SES.

Sicurezza ed efficacia a lungo termine dello stenting vs. CABG per malattia del tronco comune non protetto. Risultati a 5 anni del Registro MAIN-COMPARE

Park DW et al. J Am Coll Cardiol, 2010

Il confronto tra stenting e CABG effettuati per malattia del tronco comune non protetto ha messo in evidenza a 5 anni nessuna differenza in termini di mortalità, IMA e stroke, mentre lo stenting si associa a un significativo rischio di TVR rispetto al CABG di oltre le 5 volte.

Impianto di stent ed eventi cardiovascolari in pz sottoposti a chirurgia non cardiaca

Cruden NLM et al, Circ Cardiovasc Interv, 2010; Published online before print May 4

Pz con recente impianto di stent, che si sottopongo a chirugia non cardiaca, hanno un aumentato rischio di ischemia miocardica, di infarto e morte, particolarmente dopo una SCA, nel periodo perioperatorio. Per almeno 2 anni dopo una PCI gli outcomes sono simili sia per i DES sia per i BMS.

Aumento del sanguinamento in pz con DES e clopidogrel - HMORN- Stent Registry

Tsai TT et al. Circ Cardiovasc Interv, 2010; Published online before print May 4

In questo ampio registro americano, si è osservato come l'utilizzo del clopidogrel fino a 18 mesi riduce il re-infarto per tutto il periodo d'osservazione, così come riduce la mortalità nell'intervallo di tempo fra 7 e 12 mesi, mentre determina un incremento dei sanguinamenti maggiori per tutti gli intervalli di tempo analizzati.

Stent a rilascio di everolimus vs rilascio di paclitaxel nella malattia coronarica

Stone GW et al. N Engl J Med, 2010; 362:1663-1674

Nei pazienti trattati con everolimus, vi è una riduzione ad 1 anno di mortalità cardiaca, infarti e rivascolarizzazione della lesione trattata, oltre a ridotta trombosi intrastent. Everolimus e paclitaxel non mostravano differenze nei pazienti diabetici.

Caratteristiche IVUS nei pazienti con trombosi tardiva di BMS e DES

Lee CW et al. J Am Coll Cardiol, 2010; 55:1936-1942

30 pazienti con trombosi tardiva (23 DES e 7 BMS), avvenuta in media a 51 mesi, più precoce nei DES (33 mesi). La malapposizione era presente solo nei DES, mentre la progressione di malattia con rottura della neointima era più comune nei BMS.  

Rispetto al SES, nel modello porcino, lo stent polymer-free a rilascio di Biolimus A9 mostra più efficace inibizione intimale, miglior guarigione e ridotta infiammazione

Tada N et al. Circ Cardiovasc Interv, 2010; 3:174-183

Nel modello porcino, a 180 giorni, lo stent polymer-free a rilascio di Biolimous A9 (derivato della rapamicina) dimostra superiore riduzione della proliferazione intimale rispetto al SES. La guarigione tardiva era minima, senza aumento dell’infiammazione.

Meta-analisi di trials randomizzati sull’efficacia dei sistemi di chiusura vascolare dopo coronarografia e angioplastica

Biancari F et al. Am Heart J, 2010; 159(4):518-531

I sistemi di chiusura si associano a rapida emostasi e brevi ricoveri, ma comportano più infezioni, ischemia degli arti inferiori e ricorso alla chirurgia. Gran parte degli studi esclude i pazienti ad alto rischio di complicanze legate all’accesso arterioso

Ruolo della lunghezza dello stent nel predire la trombosi dei DES: relazione e valore soglia

Suh J et al. J Am Coll Cardiol Intv, 2010; 3:383-389

La copertura dell’intera lesione riduce la restenosi, ma la lunghezza aumenta la trombosi (ST). In 3145 pazienti con un DES a 3 anni la ST era 2.2%. La lunghezza si associava a maggior ST, mortalità e infarto e un valore >31.5 mm era predittore indipendente di ST.

Occlusione endovascolare prossimale durante PTA carotidea

Stabile E et. al J Am Coll Cardiol, 2010; 55:1661-1667

L'utilizzo dell'occlusione prossimale endovascolare durante stent carotideo appare sicuro ed efficace per qualunque categoria di pazienti. Le caratteristiche anatomiche del vaso e le condizioni cliniche determinanti l'alto rischio procedurale non si sono associate a un aumentato rischio di eventi avversi.

DES e CTO

Colmenarez HJ et al. J Am Coll Cardiol, 2010; 55:1854-1866

Questa meta-analisi evidenzia come l'uso dei DES nel trattamento delle CTO si associ a una ridotta incidenza di eventi cardiaci maggiori, di TVR, restenosi e riocclusione dello stent quando si confrontano con i BMS. Benché i DES presentino statisticamente un trend verso l'aumento del rischio di trombosi intrastent, il loro uso in questo contesto sembra essere sicuro e dare un beneficio importante nel lungo termine.

Prognosi della PCI primaria di STEMI causato da trombosi di stent

Ergelen M et al. Am Heart J, 2010; 159(4):672-676

Studio retrospettivo che ha valutato il decorso clinico del sottogruppo di pazienti trattati con PCI primaria per STEMI determinata da trombosi di stent. Si documenta maggior mortalità intraospedaliera (doppia rispetto a STEMI non da ST) e, a distanza di tempo, minor incidenza di flusso TIMI III post-procedurale e maggior incidenza di reinfarto.

Un nuovo stent a rilascio di paclitaxel con polimero abluminale ultrasottile

Grube E et al. J Am Coll Cardiol Intv, 2010: 3: 431-438

In 103 pazienti è stato valutato il nuovo stent JACTAX HD (stent medicato al paclitaxel con polimero ultrasottile a localizzazione abluminale). I risultati preliminari a 9 mesi mostrano performance cliniche e angiografiche non inferiori a quelle del TAXUS.