SCIENTIFIC NEWS

Confronto tra prasugrel al momento della PCI o come pretrattamento al momento della diagnosi, nei pazienti con NSTEMI: studio ACCOAST

Montalescot G et al. Am Heart J, 2011; 161(4):650-656.e1

Lo studio si propone di randomizzare 4100 pz e testare l’ipotesi di superiorità della somministrazione di prasugrel al momento della diagnosi rispetto alla somministrazione al momento dell’angiografia, valutando l’endpoint composito di mortalità cardiovascolare, infarto miocardico, stroke, rivascolarizzazione urgente o necessità di inibitori IIb/IIIa nei 7 giorni dalla randomizzazione. I parametri di sicurezza includono il rischio emorragico secondo i criteri TIMI.

Prima valutazione nell’uomo di un nuovo sistema di angioplastica coronarica assistita dal robot

Granada JF et al. J Am Coll Cardiol Intv, 2011; 4:460-465

Le esperienze precoci con sistema robotico dimostrano fattibilità, sicurezza ed efficacia procedurale comparabili alle procedure manuali. Inoltre l’esposizione dell’operatore alle radiazioni era significativamente minore.

XIENCE V versus TAXUS LIBERTÉ in pazienti consecutivi: risultati a 2 anni dello studio COMPARE

Smits PC et al. J Am Coll Cardiol, 2011; 58:11-18

Lo studio compare ha messo a confronto lo stent XIENCE V (EES) con il TAXUS LIBERTÉ (PES) in 1800 pazienti all-comers, con evidenza di superiorità dei EES nell’endpoint composito (efficacia, sicurezza e trombosi di stent). Dopo sospensione della duplice terapia antiaggregante a 12 mesi, 1795 pazienti hanno completato il follow-up a 2 anni, che ha dimostrato l’aumento dell’efficacia e della sicurezza a 2 anni e un’ulteriore riduzione dell’incidenza delle TVR e delle trombosi di stent nel braccio EES.

Confronto tra stent coronarico a rilascio di Everolimus e Paclitaxel: risultati a 2 anni dello studio SPIRIT IV

Stone GW et al. J Am Coll Cardiol, 2011; 58:19-25

Nello studio SPIRIT IV 3687 pazienti sottoposti ad angioplastica coronarica di lesioni de novo erano stati randomizzati all’impianto di stent a rilascio di Everolimus (XIENCE V) e di Paclitaxel, con evidenza di minore incidenza di MACE, TLR e TLF nel primo braccio a 1 anno di follow-up. 3578 pazienti hanno completato il follow-up a 2 anni, che ha dimostrato la persistenza dei risultati precedentemente menzionati.

Valutazione prospettica randomizzata di un nuovo stent coronarico a rilascio di zotarolimus. Lo studio RESOLUTE-US

Yeung AC et al. J Am Coll Cardiol, 2011; 57:1778-1783

Il nuovo stent RESOLUTE rilascia zotarolimus fino a 6 mesi dopo l’impianto e ne è stata testata l’efficacia in 1402 pazienti sottoposti ad angioplastica coronarica di lesioni de novo, confrontando i dati con quelli dei trials sull’ENDEAVOR. Lo studio dimostra la non inferiorità del RESOLUTE e un ottimo profilo di efficacia, con una bassa incidenza di ristenosi e di sicurezza, con una bassa incidenza di MACE, TLF, TLR e trombosi di stent a un anno di follow-up.

Tendenze, predittori e prognosi degli eventi cerebrovascolari legati ad angioplastica coronarica

Hoffman SJ et al. J Am Coll Cardiol Intv, 2011; 4:415-422

Una valutazione retrospettiva di 24.126 angioplastiche coronariche effettuate nell’arco di 16 anni mostra un’incidenza stabile nel tempo di eventi cerebrovascolari (CVE) legati alla procedura coronarica (0,37%), nonostante un profilo di rischio di base in aumento negli anni. L’età, e un’anamnesi positiva per pregresso CVE sono i più forti predittori di eventi, oltre a sesso femminile e infarto miocardico recente.

Ruolo dell’età nel trattamento e nella prognosi nell’infarto miocardico con elevazione del tratto ST

Newell MC et al. Am Heart J, 2011; 161(4): 664-672

In 2262 pazienti consecutivi con infarto miocardico sopra ST (STEMI) sono state analizzate retrospettivamente 4 fasce di età (<65 anni, 65-74, 75-84 e ≥85). I pazienti più anziani ricevettero le stesse cure dei pazienti più giovani. L’età risultò predittore di mortalità. Tuttavia la mortalità assoluta negli anziani risultò minore di quanto precedente riportato e l’angioplastica primaria resta quindi indicata in tutti i pazienti con STEMI, indipendentemente dall’età.

Valutazione randomizzata prospettica di un nuovo stent coronarico a rilascio di everolimus. Lo studio PLATINUM

Stone GW et al. J Am Coll Cardiol, 2011; 57:1700-1708

Un nuovo stent in platino-cromo (PtCr) a rilascio di everolimus è stato confrontato a un affermato stent in cobalto-cromo (CoCr) a rilascio dello stesso farmaco in 1530 pazienti sottoposti ad angioplastica coronarica di lesioni de novo. Lo studio ha dimostrato la non inferiorità dello stent in PtCr, confermando ottimi profili di sicurezza ed efficacia dei 2 stent: TLF 3,4% vs. 2,9% in PtCr e CoCr rispettivamente, p non inferiorità 0.001.

Eventi intra-ospedalieri nei pazienti molto anziani (=85 anni) sottoposti a procedure di angioplastica coronarica

Appleby CE et al. Catheter Cardiovasc Interv, 2011; 77(5):634–641

In un registro prospettico di 17.572 pz,  i soggetti molto anziani costituivano un gruppo ad alto rischio con maggiore mortalità e complicazioni post-procedurali intra-ospedaliere. La mortalità era particolarmente elevata nelle procedure eseguite in urgenza. La decisione di effettuare procedure interventistiche nei pz molto anziani deve essere basata sulle variabili cliniche, senza che la sola età costituisca un criterio di esclusione.

Accesso radiale come predittore di maggior esposizione alle radiazioni durante il cateterismo cardiaco a scopo diagnostico

Mercuri M et al. J Am Coll Cardiol Intv, 2011; 4:347-352

Sono state esaminate 5954 procedure diagnostiche di cateterismo cardiaco: rispetto all’accesso femorale, l’accesso radiale causa una maggior esposizione alle radiazioni, con un significativa differenza tra gli operatori, in relazione alla loro esperienza. Le radiazioni misurate durante l’accesso radiale sono comunque al di sotto della soglia in grado di produrre effetti deterministici e le differenze tra gli operatori possono indicare modalità di riduzione dell’esposizione.

Effetti della terapia medica ottimale con o senza rivascolarizzazione coronarica sull’angina e sulle rivascolarizzazioni successive, nei pz con diabete mellito di tipo 2 e coronaropatia stabile

Dagenais GR et al. Circulation, 2011; 123:1492-1500

Nei pz diabetici con coronaropatia stabile la strategia di rivascolarizzazione combinata con la terapia medica ottimale riduce il peggioramento dell’angina, la comparsa di nuovi sintomi  e la necessità di ulteriori rivascolarizzazioni, rispetto alla sola terapia medica. Il beneficio è evidente in particolare per i pz ad alto rischio.

Arteriopatia periferica e progressione dell’aterosclerosi coronarica

Hussein AA et al. J Am Coll Cardiol, 2011; 57:1220-1225

I pz con arteriopatia periferica presentano una coronaropatia più estesa e calcifica, con maggior progressione di malattia. Tali differenze comportano un rischio più elevato di eventi avversi cardiovascolari. Il beneficio derivante dalla riduzione dei lipidi ematici va pertanto perseguito con particolare determinazione nei pz con arteriopatia periferica.

Eventi clinici dopo angioplastica coronarica nei pazienti trattati con clopidogrel e uso concomitante degli inibitori di pompa protonica

Harjai KJ et al. Circ Cardiovasc Interv, 2011; 4:162-170

In 2651 pazienti con patologia coronarica stabile o instabile l’uso degli inibitori di pompa durante la duplice terapia antiaggregante non si associava a un’influenza negativa sugli eventi avversi, compresi quelli emorragici.

Vantaggio a lungo termine degli stent a rilascio di paclitaxel (PES) rispetto agli stent non medicati (BMS) nel trattamento dei graft venosi

Brilakis ES et al. J Am Coll Cardiol Intv, 2011; 4:176-182

Negli 80 pz dello studio SOS (Stenting of Saphenous Vein Grafts), di cui il 60% presentava una sindrome coronarica acuta, il follow-up a lungo temine (mediana di 35 mesi) mostrava dopo impianto di PES, rispetto all’impianto di BMS, minor incidenza di infarto miocardico, TLR e TVR, oltre a un trend verso una minor incidenza di trombosi intrastent. Non vi erano invece differenze riguardo la mortalità per ogni causa e la mortalità cardiaca.

Uso dei DES per le occlusioni croniche: una metanalisi

Saeed B et al. Catheter Cardiovasc Interv, 2011;77:315-322

Esaminando con approccio meta analitico 17 studi sul trattamento delle occlusioni croniche è emerso in tutti che la restenosi angiografica è minore con i DES rispetto ai BMS, e sia TLR che TVR sono risultati minori nel gruppo DES, mentre l’incidenza cumulativa a 18 mesi di eventi avversi è uguale tra i due gruppi.

Confronto tra PES e BMS nei diabetici con infarto acuto

Witzenbichler B et al. Circ Cardiovasc Interv, 2011; 4:130-138

Dai dati dello studio HORIZONS AMI è emerso che la TLR a 12 mesi è meno frequente con il PES rispetto al BMS, sia per i diabetici che per i non diabetici, con un particolare maggiore beneficio per il diabete insulino-trattato. Non sono emerse differenze nei tassi di morte, infarto, ictus o trombosi dello stent.

Confronto randomizzato di 3 DES per i pazienti diabetici

Briguori C. et al. Circ Cardiovasc Interv, 2011; 4:121-129

In uno studio su 226 pz diabetici con nuove lesioni coronariche randomizzati a ricevere tre tipi di DES, a 3 anni il tasso di MACE risulta più alto per l’Endeavor, rispetto sia al Cypher che al Taxus. Altri predittori indipendenti di MACE sono risultati essere la malattia multivasale, la presenza di retinopatia diabetica e lo scadente controllo metabolico.

Incidenza e outcome degli interventi di chirurgia minore nell’anno successivo all’impianto di DES

Brilakis ES et al. Am Heart J, 2011; 161:360-366

Dal registro EVENT negli US: di 8323 pz che hanno ricevuto un DES 164 (2%) sono stati sottoposti a chirurgia minore nell’anno successivo. Solo uno di loro (0.6%) ha avuto un evento (trombosi dello stent) una settimana dopo la chirurgia, tasso lievemente maggiore di quello totale della popolazione. L’assunzione di clopidogrel a 1 anno è risultata simile (65.2% vs 65.5% rispettivamente).

Metanalisi di confronto tra rivascolarizzazione completa vs rivascolarizzazione del solo vaso culprit nello STEMI

Sethi A et al. Catheter Cardiovasc Interv, 2011; 77(2):163–170

Nel confronto tra rivascolarizzazione completa (CR) e rivascolarizzazione del solo vaso culprit (COR), valutando 9 studi per un totale di 4,530 pz sottoposti a CR e 27,323 pz sottoposti a COR, non sono state rilevate differenze tra le due modalità di rivascolarizzazione, riguardo sia ai MACE sia alla mortalità a lungo termine. Tali dati confermano che non esiste un vantaggio della CR rispetto alla COR e, d’altro lato, non mostrano maggior mortalità con la CR.

Effetto della piastrinopenia basale sull’outcome a breve e a lungo termine dei pz con STEMI trattati con angioplastica primaria: analisi dallo studio HORIZONS-AMI

Hakim DA et al. Am Heart J, 2011; 161(2):391-6

La piastrinopenia basale è stata riscontrata nel 4.2% dei pazienti dello studio HORIZONS-AMI: era associata con precoci eventi avversi e si è dimostrata un marker di eventi tardivi, sia ischemici sia emorragici.